Radiestesia e radionica

La radiestesia è una pratica priva di fondamento scientifico, fa parte delle cosiddette terapie complementari che non sostituiscono le cure mediche, ma possono affiancarle.

La radiestesia è la presunta abilità di una persona di ricavare informazioni dall’ambiente circostante attraverso percezioni extrasensoriali, che cioè non arrivano attraverso i cinque sensi. Tali percezioni si manifestano attraverso l’uso del pendolo o di altri strumenti semplici come, per esempio, la bacchetta di legno dei rabdomanti (nella foto), le persone che cercano l’acqua nel terreno. Infatti la rabdomanzia è una delle applicazioni della radiestesia.

Il principio su cui si basa la radiestesia è che tutto emette radiazioni: è possibile interagire con queste radiazioni sia per fini conoscitivi, come per esempio con la rabdomanzia, sia per fini terapeutici, per curare a livello energetico, vicino o a distanza, noi esseri umani e tutto ciò che è intorno a noi.

La radionica è l’evoluzione tecnica della radiestesia.

I radiestesisti, presenti fin dall’antichità, usano soprattutto il pendolo e la bacchetta di legno.

Gli operatori radionici sono radiestesisti che si avvalgono anche di strumenti specifici che sono stati costruiti dagli inizi del Novecento in poi e che vengono migliorati via via con i progressi della tecnica.

Il pendolo è un piccolo peso attaccato a un filo o a una cordicella, tenuti tra il pollice e l’indice dell’operatore; in base alle oscillazioni che esso produce, è possibile ricavare le informazioni che si stanno cercando. Il pendolo non fa altro che amplificare le percezioni che provengono dall’operatore in seguito alla ricerca che egli sta effettuando.

Per amplificare le percezioni può essere usata anche una bacchetta di legno a forma di Y tipica del rabdomante. Oggi la bacchetta può essere pure di metallo e a forma, oltre che di Y, di V.

Il biotensor, di recente invenzione, è l’equivalente o forse è meglio dei due arnesi appena citati: di solito è di metallo ed è costituito da un’impugnatura a cui segue un’asta flessibile che può oscillare, perché termina con un piccolo peso come una sfera o un cerchio.

Gli strumenti della radionica, a chi li vede per la prima volta, possono sembrare strani.

Poiché secondo la radiestesia la malattia è causata da uno squilibrio nelle vibrazioni cellulari, le varie attrezzature radioniche hanno lo scopo di riequilibrare tali vibrazioni portandole verso frequenze di salute.

Concludiamo dicendo che alcuni dei personaggi più importanti della radiestesia sono stati dei religiosi. L’inventore di questo termine fu l’abate Alexis Bouly, francese, vissuto tra Ottocento e Novecento. Egli fu un famoso rabdomante e guaritore, ecco che cosa diceva sull’argomento.

“Viviamo in mezzo ad un oceano di radiazioni da noi non percepite: non ci rimane che ingegnarci e captare gli effluvi invisibili che emanano da ogni cosa, costituendo noi stessi dei ricevitori”.

Padre Fernando Bortone è stato un gesuita, missionario in Cina tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento; nel 1978 ha pubblicato un libro considerato molto importante nel settore: “La Radiestesia applicata alla medicina”.

Padre Vittorio Baroni era anche un erborista; nel 1981, ha scritto un testo in cui ha riassunto i suoi studi: “Dodici piante per i mali del secolo. Nuove conquiste in fitoterapia mediante studi radiestesici”.

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:English_Hazel_Dowsing_Rod_in_the_Horniman_Museum.jpg

Autore: Ethan Doyle White

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