Beppe Grillo

Lo scorso aprile Beppe Grillo (nella foto) ha pubblicato sui social un video che ha provocato indignazione e deplorazione. Il fondatore del Movimento 5 Stelle, per difendere il figlio accusato di stupro insieme a tre amici, ha screditato la ragazza che ha denunciato la violenza.

Il magistrato Piercamillo Davigo ne ha parlato alla trasmissione “DiMartedì” su LA7.

Il video di Grillo è «assolutamente inopportuno da un punto di vista delle interferenze in un’attività giudiziaria; ed è un errore da un punto di vista politico, perché lo espone alle critiche che gli sono state mosse e quindi avrebbe fatto bene ad evitarlo».

Il giornalista Giovanni Floris, conduttore della trasmissione, ha posto un’altra domanda al Dottor Davigo. «Michele Santoro ha detto: “Strano che i presunti violentatori siano stati interrogati un mese dopo”. È strano?»

«Intanto quale sarebbe la ragione per cui dovevano essere sentiti prima? La denuncia non è stata immediata, quindi non potevano sentirli nell’immediatezza dei fatti. Se uno ha avuto giorni per pensarci a che serve poi interrogarlo prima o dopo?

E poi bisognerebbe sapere che cosa ha da fare il magistrato a cui è assegnato questo processo. Perché in Italia si continua a ragionare come se un magistrato avesse un unico processo da fare con tempi illimitati; non è così, è sommerso da centinaia, a volte da migliaia di processi».

La giornalista e opinionista Sandra Amurri e il critico d’arte Vittorio Sgarbi sono stati ospiti della trasmissione “Non è l’Arena” su LA7.

Amurri ha dichiarato che «una donna può anche uscire di casa e andare con una persona perché ha voglia di fare sesso, ma una donna, nel momento in cui non ha più voglia, deve essere assolutamente libera di dire no. Punto. Chi non rispetta questo no è innanzitutto un coglione e poi diventa anche stupratore, perché quello è un atto contrario alla volontà di una persona. Addirittura Grillo ha messo in discussione una legge che era un loro cavallo di battaglia».

La legge “Codice Rosso” del 2019, voluta dal Movimento 5 Stelle, ha esteso da sei a dodici mesi il termine entro cui una donna può denunciare la violenza.

La giornalista ha proseguito. «Come si fa a dire no, non ha denunciato entro otto giorni, no sono due mesi… Non sono questi i termini del discorso. Lui si sarebbe dovuto limitare a difendere il figlio, a dire “sono addolorato” e sarebbe stato comprensibile. Punto».

Per Sgarbi «questo tragico discorso è la fine dell’uomo pubblico, non sono d’accordo che lui sia ancora un uomo pubblico, si è spossessato, certo lo è come residuo di quello che è stato, ma non c’è più. […] Oggi purtroppo non c’è più un uomo pubblico, c’è solo tragicamente un uomo privato. […]

Il Paese non si divide, il Paese è tutto contro Grillo, perfino i suoi. Questa è la fine sia di una carriera politica sia di una dignità umana che gli è stata riconosciuta sia nel ruolo di comico che in quello di politico. […] Anche l’uomo oggi non è più degno di stima».

Per Maurizio Molinari, direttore di “Repubblica” le parole del fondatore del Movimento 5 Stelle «testimoniano un enorme ritardo culturale sul rispetto dei diritti delle donne», sono «un balzo all’indietro nell’archeologia dei diritti umani del nostro Paese».

Giuseppe Conte è stato Presidente del Consiglio ed è un importante esponente del Movimento 5 Stelle; dopo il video di Grillo è stato criticato perché ha aspettato molte ore prima di esprimersi.

«Comprendo l’angoscia di Beppe, ma non si può trascurare il dolore della ragazza e dei familiari».

«Con il Movimento 5 Stelle mi accomunano da sempre queste due convinzioni: di ritenere indiscutibile il principio dell’autonomia della magistratura e di considerare fondamentale la lotta contro la violenza sulle donne».

Irene Tinagli, economista e vicesegretaria del Partito Democratico, ha scritto su Twitter che «le parole di Grillo sono inaccettabili e vergognose. Solidarietà alla ragazza, alla famiglia e alle vittime di ogni violenza. Non importa quando denunciate, cosa avevate fatto o indossato: non siete né complici né colpevoli. La politica deve sempre affermare questo principio».

Nicola Zingaretti è stato segretario del Partito Democratico, attualmente è presidente della Regione Lazio; ha definito l’intervento di Grillo «un bruttissimo modo per affrontare un tema privato».

Il senatore Matteo Salvini, segretario della Lega, ha commentato il caso con queste parole. «Chieda scusa a tutte le donne italiane. Capisco lo sfogo di un padre ma mi permetto di dire che è disgustoso, vergognoso e imbarazzante invocare l’innocenza del figlio in base ai giorni attesi da una ragazza per denunciare uno stupro. Questo ci riporta al Medioevo».

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Beppe_Grillo_3.jpg

Autore: Giuseppe Favia

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