Polemiche sul genere

Il Festival di Sanremo è una competizione canora, ma è pure un evento di costume. L’edizione di quest’anno, tenutasi al Teatro Ariston (nella foto) ai primi di marzo, è stata caratterizzata da due polemiche sul genere.

La prima polemica ha riguardato il genere di un nome di professione.

Il presentatore Amadeus durante le varie serate è stato affiancato da co-presentatrici; nella quarta serata, durante la premiazione delle nuove proposte, conduceva insieme a Beatrice Venezi, trentun anni, tra i più giovani direttori d’orchestra italiani. Sul palco dell’Ariston Venezi ha chiesto ad Amadeus di essere chiamata direttore e non direttrice: ecco le sue parole.

«Per me quello che conta è il talento e la preparazione con cui si svolge un determinato lavoro. Le professioni hanno un nome preciso e nel mio caso è “direttore d’orchestra”. Mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo»

Laura Boldrini è stata Presidente della Camera dei Deputati nella scorsa legislatura, adesso è deputata del Partito Democratico: tra i suoi impegni c’è la parità di genere, anche nel linguaggio. Di seguito la sua opinione sull’argomento.

«La declinazione femminile la si accetta in certe mansioni come “contadina”, “operaia” o “commessa” e non la si accetta quando sale la scala sociale, pensando che il maschile sia più autorevole. Invece il femminile è bellissimo. È un problema serio che dimostra poca autostima. Inviterei la direttrice Venezi a leggere cosa dice l’Accademia della Crusca, la più alta autorità linguistica del nostro Paese. Se il femminile viene nascosto, si nascondono tanti sacrifici e sforzi fatti».

Pure la scrittrice e giornalista Selvaggia Lucarelli è intervenuta nella polemica.

«Quello che penso è che Beatrice Venezi dovrebbe rivendicare con fierezza il fatto di essere una direttrice visto che anni fa, in quanto donna, avrebbe potuto al massimo pulire gli spartiti con un panno caldo. Sono le donne che trattano il femminismo come un qualcosa di ideologico, anziché di necessario».

La diretta interessata ha risposto così alle critiche.

«L’ambiente da cui vengo è conservatore. Ci sono le figure del Maestro e del Direttore d’orchestra. La declinazione al femminile non solo non aggiunge niente — non sento la necessità del femminile per sentirmi riconosciuta — ma ci sono dei connotati peculiari: maestra rimanda alla maestra di scuola, un altro lavoro».

In un’intervista al “Corriere della Sera” durante il Festival Beatrice Venezi ha detto che per riuscire a svolgere la sua professione ha dovuto sgomitare abbastanza e che «essere donna non è un merito, ma non deve essere nemmeno un ostacolo».

Qualche anno fa  a “Repubblica” la musicista aveva dichiarato che «anche se le donne-direttore d’orchestra non sono più un’eccezione e le cose stanno cambiando, ce ne vuole ancora prima di non essere giudicata anzitutto per il sesso, poi per la professionalità».

Adesso parliamo della seconda polemica sul genere al Festival di Sanremo, che ha riguardato i fiori consegnati solo alle donne.

La cantante Francesca Michielin ha deciso di porgere al suo collega Fedez i fiori appena consegnati da Amadeus, dicendo: “Io e Fede facciamo una sera ciascuno, stasera i fiori vanno a lui”. Dopo di lei pure altre cantanti hanno seguito questo gesto.

Il giorno dopo Francesca ha commentato la sua decisione con queste parole: «Nella mia famiglia regalare i fiori non è mai stata una cosa riservata solo alle donne».

Pietro Senaldi, condirettore di “Libero”, ha detto che «l’unica conseguenza di questa polemica è che i fioristi falliranno: se non si regalano fiori alle donne a chi altro si possono regalare? Non è discriminazione di genere omaggiare una donna ed evitare di regalare fiori significa azzerare i generi.

Le femministe dicono: regaliamo i fiori anche agli uomini. Ma un regalo dovrebbe far piacere a chi lo riceve e la maggior parte degli uomini non saprebbero che farsene, metteteci dentro anche una schedina del totocalcio».

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ariston_di_SanremoDSC00027.JPG

Autore: Zdravko Petrov

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