Lo scorso febbraio si sono svolti a Cortina d’Ampezzo i campionati mondiali di sci alpino 2021. Cortina è una famosa località turistica sulle Dolomiti, nella parte orientale delle Alpi. I mezzi di informazione hanno parlato dei mondiali di sci, oltre che per raccontare come andavano le gare, per un altro motivo: l’assenza di una sportiva che avrebbe dovuto partecipare alla manifestazione.

L’allenatrice della nazionale iraniana femminile di sci non è potuta andare perché il marito non le ha dato il permesso di uscire dal Paese: in base alla legge della Repubblica islamica dell’Iran una donna deve avere il consenso del padre o del marito per avere il passaporto e ogni volta che deve andare all’estero. La Federazione sciistica iraniana ha comunicato che «fino all’ultimo abbiamo cercato di trovare una soluzione, ma non è stato possibile». L’incarico è stato affidato a un altro tecnico della Federazione.

Quali sono state le reazioni alla notizia?

La “Gazzetta dello Sport” ha intervistato una sciatrice della squadra iraniana. «È una legge che c’è in Iran, stiamo cercando di cambiarla. Certo, a volte abbiamo problemi come quello che è successo alla mia allenatrice. È già successo altre volte che il marito negasse di uscire dal Paese alla moglie atleta, nel calcio ad esempio. Ma la situazione cambierà, ne sono sicura, perché in Iran oggi ci sono tante donne forti.

Io sono stata all’estero molte volte, più di dieci. Se vai all’estero c’è sempre chi ti chiede “Puoi guidare in Iran?”. Certo che posso guidare, possiamo fare un sacco di cose e non abbiamo problemi. Siamo libere, facciamo quello che vogliamo. Forse una donna su mille ha questi problemi. Anche la mia allenatrice è una donna libera, ha viaggiato un sacco di volte in giro per il mondo. Questa volta è successo che il marito non ti permette di andare.

Sì, conosco suo marito. È nato ed è cresciuto in America, è di nazionalità turca ma è cresciuto in America. Vive in Iran da 6-7 anni, per il resto è sempre stato in America. Evidentemente conosce le leggi che ci sono in Iran».

Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina, è stato intervistato dal “Corriere della Sera”. «Non valuto usi, costumi o norme di altri Paesi, però stiamo ospitando un evento prima di tutto sportivo, che vuole accogliere i popoli di tutto il mondo e dare l’opportunità di confrontarsi. L’attività sportiva dovrebbe unire i popoli e le genti, più che creare divisioni. Rispetto per le regole e le religioni altrui, però dispiace».

Isolde Kostner, campionessa dello sci azzurro, ha proposto un’idea. «Le donne a Cortina dovrebbero indossare qualcosa, un nastro, un fiocco, scelgano loro il colore ma il rosa o il giallo per me vanno bene; il segnale deve arrivare in Iran agli uomini, alla federazione, ma soprattutto a lei che non può essere qui a fare il suo lavoro per una errata interpretazione della sharia. Che questo possa far cambiare le cose lì sicuramente no: però è importante mandare messaggi di questo tipo. Mi rallegro sempre quando sento di giovani iraniane che combattono contro questo maschilismo e questa lotta rende la loro vita difficile. Ma c’è chi è riuscito ad emanciparsi e combatte».

Nel 2015 la BBC, il servizio pubblico radiotelevisivo britannico, aveva riportato la notizia che il capitano della nazionale iraniana femminile di calcio a 5 non aveva potuto partecipare a un torneo asiatico in Malesia. Il marito, un giornalista sportivo e presentatore televisivo, non le aveva dato il permesso di andare all’estero. In Iran c’era stato un dibattito in internet tra chi pensava che la questione doveva rimanere privata e chi, invece, voleva impegnarsi per cambiare questa legge.

Armando Guida

 

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Autore: Antonio De Lorenzo

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