Genitore 1 e 2

Lo scorso gennaio la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese (nella foto) ha reintrodotto la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” sulla carta d’identità per i minori di quattordici anni e sui moduli di iscrizione a scuola dei bambini. È stata così cambiata la decisione di Matteo Salvini che nel 2019, da ministro dell’Interno, aveva ripristinato le parole “padre” e “madre”, dopo che il governo di Matteo Renzi nel 2015 per la prima volta aveva introdotto la nuova dicitura.

La differenza tra le due espressioni è che con genitore 1 e 2 si prendono in considerazione anche le realtà in cui un minore ha due padri o due madri, come hanno già fatto alcuni Paesi europei e gli Stati Uniti. Per le famiglie omogenitoriali la decisione del governo è positiva, però non risolve tutti i problemi. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay per i diritti LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale ha detto a “Repubblica” che “la ministra Lamorgese ed il governo Conte bis non hanno preso una decisione politica, ossia se i bambini delle coppie LGBT+ hanno gli stessi diritti degli altri”.

La legge Cirinnà, approvata dal Parlamento nel 2016 durante il governo di Matteo Renzi, riconosce l’unione civile tra persone dello stesso sesso, ma lascia un vuoto normativo per quanto riguarda l’adozione del figlio del compagno o della compagna; questa legge permette, però, ai giudici di decidere caso per caso.

Sull’argomento genitore 1 e 2 non ci sono solo opinioni favorevoli. Altre persone pensano che questa dicitura è un’espressione della teoria del genere o teoria gender, in base alla quale non esistono soltanto due generi, il maschile e il femminile, ma ce ne sono molti di più, ognuno è libero di sentirsi del genere che vuole: gay, lesbica, bisessuale, transessuale o un’altra scelta.

Il senatore Matteo Salvini, segretario della Lega, ha affermato che è per la difesa della famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna e che ci sono mamme e papà, non genitori 1 e 2.

L’onorevole Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia ha espresso la seguente opinione sull’argomento. “Vogliono farci diventare genitore 1 e genitore 2, genere Lgbt, cittadini x, dei codici, ma noi non siamo dei codici, siamo persone e difenderemo la nostra identità. Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana. Non me lo toglierete. Non credo in uno Stato che mette il desiderio legittimo di un omosessuale di adottare un bambino di fronte al diritto di quel bambino di avere un padre e una madre. Semplicemente perchè l’omosessuale vota e il bambino no”.

Il senatore a vita Mario Monti è stato commissario europeo e Presidente del Consiglio; nel 2013 si espresse così sul tema delle famiglie omogenitoriali. “Il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e una donna, credo che sia fondata sul matrimonio e ritengo necessario che i figli crescano con un padre e una madre. Il Parlamento può certamente trovare delle soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze”.

Questa la risposta di Flavio Romani, all’epoca presidente nazionale di Arcigay. “Monti getta finalmente la maschera, siamo costretti ad ascoltare una sua dichiarazione contro le famiglie omosessuali buona per le peggiori teocrazie e il più deleterio fondamentalismo. Evidentemente i lunghi anni passati in Europa non gli sono serviti a niente”.

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Luciana_Lamorgese.jpg

Autore: Ministero dell’Interno

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