Gli effetti del Covid

Da circa un anno si è diffusa in tutto il mondo una malattia infettiva chiamata Covid. Purtroppo la pandemia sta provocando lutti e danni ovunque. Nel nostro Paese c’è stata una prima ondata in primavera e una seconda in autunno: i morti sono più di cento ogni giorno. Il Governo ha dovuto introdurre delle restrizioni alle attività quotidiane dei cittadini per tutelare la salute pubblica. Molte persone, in particolare i lavoratori autonomi, hanno visto diminuire le proprie entrate o hanno perso il lavoro. Sempre il Governo ha stanziato risorse economiche per le categorie colpite dalle restrizioni. Per esempio il cosiddetto “Decreto Ristori” del 28 ottobre 2020 ha riguardato attività come ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, teatri, cinema, palestre, piscine e altre ancora.

Nonostante le misure di sostegno introdotte, la situazione economica di tante persone continua ad essere precaria. L’associazione “Pane Quotidiano” di Milano da più di un secolo distribuisce cibo gratuitamente a chi ne ha bisogno. Ogni giorno le persone in coda davanti alla sede sono tremila, tremilacinquecento, il sabato arrivano a quattromila. A dicembre i responsabili della struttura  hanno detto all’Adnkronos che da alcuni anni sono aumentati i cittadini italiani e da quando c’è la pandemia ci sono tra le duecento e le trecento persone in più, un aumento di circa il 10% rispetto a prima. «Per vedere gli effetti del Covid ci vorrà ancora un po’ di tempo: a primavera o alla fine della pandemia capiremo cosa sarà successo, quando gli ammortizzatori sociali non ci saranno più e nemmeno il blocco dei licenziamenti».

Andrea Crisanti è professore di Microbiologia all’Università di Padova ed è direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova; è uno degli esperti di malattie infettive più conosciuti in Italia. I mezzi di informazione quasi sempre gli fanno domande che riguardano direttamente il Covid, ma a volte chiedono la sua opinione pure su argomenti indirettamente collegati al virus.

Per esempio lo scorso dicembre si parlava della possibilità di sciare per le vacanze di Natale. Ecco la sua risposta a Sky TG24. «Parlare di sci con seicento morti al giorno non è da Paese normale. Bisogna riconoscere che ci sono le persone che vivono di turismo. La cosa migliore è rimborsare queste persone, è normale che facciano pressioni, così come le hanno fatte gli industriali per non chiudere la Lombardia, così come i gestori delle discoteche. Bisogna neutralizzare questa dinamica, bisogna rassicurarli che verranno rimborsati, che verranno ripagati del loro sacrificio».

Alla fine di gennaio si è discusso della presenza di figuranti al prossimo Festival di Sanremo al posto del pubblico, a causa della pandemia. Ecco che cosa ha detto il Professor Crisanti a LA7. «Penso che ci sia una specie di inaridimento dei sentimenti. La gente alla fine si è abituata e dice: “Muoiono cinquecento persone al giorno? Va bene, pazienza”. Oppure: “Tanto a me non tocca, perché ho trenta o quarant’anni”».

C’era la possibilità che quest’anno la gara canora non si svolgesse proprio. Poi ai primi di febbraio il Comitato tecnico scientifico istituito dalla Protezione civile (Cts) ha dato l’approvazione per un’edizione senza pubblico e con tutte le precauzioni del caso. Per Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, «il Festival di Sanremo è una vetrina promozionale importante per il nostro territorio, non farlo sarebbe stato un errore gigantesco, così come non farlo nella Città dei Fiori. Facciamo quel che si può fare, con buonsenso e moderazione».

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:3D_medical_animation_coronavirus_structure_vie.png

Autore: https://www.scientificanimations.com

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