Le quote di genere

Nel mondo il numero di uomini e di donne è uguale. Tuttavia la presenza femminile nei i luoghi dove si prendono le decisioni, a cominciare dalla politica, di solito è ben al di sotto della metà. Già da alcuni decenni diversi Paesi stanno cercando di riequilibrare questa situazione con l’introduzione delle quote di genere, un provvedimento che ha l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile.

Pure per quanto riguarda le quote di genere non tutte le donne la pensano allo stesso modo. Per esempio Emma Bonino, senatrice di +Europa e storica esponente radicale, in alcune interviste dell’anno scorso ha affermato che è sempre stata contraria a questo provvedimento. “Non è nella mia concezione una società in cui ci siano tot bianchi, tot neri, tot donne, tot gialli. Non è il modello di società aperta e democratica cui penso io. Eppure, da buona legalitaria ritengo che, se una legge c’è, vada applicata”.

La senatrice Bonino fa poi una riflessione più ampia. “Al di là delle quote, serve un salto di qualità culturale: molti ancora pensano che tu devi essere moglie e soprattutto madre e se proprio ti rimane del tempo puoi anche lavorare. Per cui, di fatto, una donna non è mai disoccupata: semmai, è non pagata”.

Dopo questa premessa passiamo a una notizia recente in argomento. Lo scorso dicembre il Comune di Parigi è stato multato di novantamila euro perché nel 2018 ha nominato troppe dirigenti donne. Infatti in Francia dal 2012 vige una legge in base alla quale negli incarichi dirigenziali dei grandi comuni ciascun genere non può superare il 60%. Questa norma è stata in parte modificata nel 2019, ma la multa riguarda un periodo precedente.

Durante il consiglio comunale la sindaca di Parigi ha dichiarato che porterà personalmente l’assegno alla ministra della Funzione pubblica “con le mie assessore, direttrici e tutte le donne della segreteria generale”; poi ha definito questa decisione “assurda, ingiusta, irresponsabile e pericolosa”. La ministra della Funzione pubblica ha risposto che i soldi della multa verranno utilizzati in azioni concrete per “promuovere il ruolo delle donne nei servizi pubblici” e ha invitato la sindaca a parlare insieme di questo tema.

Armando Guida

 

Foto nell’articolo:

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Gender_equality.png

Autore: Lestatdelc (talk)

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