Morgante e Polimeni

Morgante e Polimeni

In queste settimane i giornali hanno scritto che due donne sono state elette in incarichi direttivi nelle rispettive università. La prima in ordine di tempo è Gaetana Morgante, 46 anni, docente di diritto penale, che a metà ottobre è stata eletta direttrice dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, incarico della durata di tre anni. Il diritto penale è la parte del diritto che stabilisce le pene per i reati.

In un’intervista a “Repubblica”, Morgante tra gli altri argomenti ha dichiarato che nel mondo accademico via via che si sale negli incarichi le donne diminuisono per due motivi: la difficoltà che esse trovano nel conciliare tempi di vita e di lavoro, “un tema di cui le istituzioni pubbliche dovrebbero farsi carico” e poi una certa resistenza al cambiamento, nutrita di stereotipi, che è presente all’interno delle università.

La seconda donna è la professoressa Antonella Polimeni, 58 anni, laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazione in ortognatodonzia, che a metà novembre è stata eletta rettrice dell’Università la Sapienza di Roma. L’ortognatodonzia è la disciplina che cura le imperfezioni dei denti e delle ossa del volto. In un’intervista al “Corriere della Sera”, alla domanda se vuole essere chiamata rettore o rettrice, Polimeni ha risposto rettrice. La domanda nasce perchè, da quando le donne ricoprono sempre più spesso incarichi e professioni dove prima c’erano sempre o quasi sempre uomini, sono sorte due scuole di pensiero: alcune preferiscono il nome femminile del lavoro che svolgono, altre invece continuano ad utilizzare il maschile.

In un’intervista, a “Repubblica”, la nuova rettrice della Sapienza ha detto che un ruolo importante nella sua vita lo hanno svolto suo padre e suo marito che l’hanno sempre sostenuta; in particolare ricorda una frase di suo padre che dopo la laurea le disse: “tu sei brava e ce la puoi fare”. Una frase molto semplice, ma che per lei è stata molto importante. Alla domanda se nella sua carriera ci sono stati episodi di maschilismo, di discriminazione per essere una donna, la risposta è stata sì, ma che non bisogna farsi scoraggiare, bisogna avere la determinazione di proseguire, coltivando l’autostima e la consapevolezza delle proprie capacità. Inoltre “bisogna combattere gli stereotipi femminili che frenano le grandi potenzialità delle ragazze”.

Polimeni ha detto che è riuscita a conciliare la vita personale e familiare con il lavoro grazie all’aiuto di suo padre, che è andato in pensione quando i bambini erano piccoli e di suo marito che li accompagnava a scuola e che le è sempre stato accanto. La rettrice ha aggiunto che, però, molte donne devono scegliere cosa portare avanti e tra le conseguenze di ciò c’è il grande problema della denatalità nel nostro Paese e la disoccupazione femminile. “Su questi temi deve essere fatta una riflessione molto seria perché le donne sono una leva strategica per il nostro Paese”.

Polimeni durante il suo incarico che dura sei anni vorrebbe una Sapienza con gli studenti sempre più al centro e con un incremento di ricercatori eccellenti, una Sapienza che continui a promuovere la parità di genere e che sia sempre più inclusiva delle varie diversità: dalla diversa abilità alla differenza di orientamento religioso e sessuale.

Armando Guida

Foto dell’articolo:

License: Creative Commons 3 – CC BY-SA 3.0

Attribution: Alpha Stock Images – http://alphastockimages.com/

Original Author: Nick Youngson – link to – http://www.nyphotographic.com/

Original Image: https://www.picpedia.org/chalkboard/p/professor.html

0 comment
0

Puó anche interessarti

Leave a Comment

Istro utilizza cookie per fornire la necessaria funzionalità del sito e migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando la navigazione su questo sito, accetti la nostra Privacy Policy e l'informativa sui Cookies Accetto Leggi di piu'

Privacy Policy & Cookies