Il Rosario

Il Rosario è un insieme delle più importanti preghiere della religione cattolica della durata complessiva di circa mezz’ora. Il “Padre Nostro”, l’”Ave Maria”, il “Gloria al Padre” e la “Preghiera di Fatima” vengono ripetute dopo l’enunciazione di cinque episodi della vita di Gesù, chiamati misteri. Questi ultimi variano a seconda del giorno della settimana: ci sono i misteri della gioia (il lunedì e il sabato), del dolore (il martedì e il venerdì), della gloria (il mercoledì e la domenica) e della luce (il giovedì). Quindi nell’arco di una settimana si prega intorno a venti momenti della vita di Gesù. Alla fine del Rosario viene recitato una sola volta il “Salve Regina”.

Più precisamente dopo ogni mistero si dicono un “Padre nostro”, dieci “Ave Maria”, un “Gloria al Padre” e una “Preghiera di Fatima”. Le prime tre di queste preghiere sono conosciute, ricordiamo solo che recentemente nel “Padre nostro” è stata fatta una modifica: si dice “e non abbandonarci alla tentazione” invece di “e non indurci in tentazione”.

Eccole di seguito.

“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen”.

“Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen”.

“Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen”.

La “Preghiera di Fatima” è meno conosciuta.

“O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia”.

L’ultima preghiera è il “Salve Regina”, ecco il testo.

“Salve, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

La struttura del Rosario come la conosciamo oggi è il risultato di un lento percorso di aggiunte, avvenute soprattutto durante il Medioevo, ma alcune pure dopo. La più recente di queste integrazioni è avvenuta pochi anni fa nel 2002, quando Papa Giovanni Paolo II ha introdotto i misteri della luce.

Per aiutare a contare le preghiere da recitare si può adoperare una collana con dei grani e una croce chiamata corona del Rosario o, più semplicemente, rosario. Quando la Madonna apparve a Bernadette nella grotta di Lourdes nel 1858 aveva un rosario in mano.

In questi mesi purtroppo caratterizzati in tutto il mondo dalla pandemia di Covid-19 molte persone si sono riavvicinate alla religione cattolica. In Italia sono stati molto seguiti i Rosari trasmessi ogni giorno dalla televisione cattolica TV 2000. Il Rosario di solito si recita insieme ad altre persone e con un sacerdote, che alla fine impartisce la benedizione; si può anche dire senza un sacerdote (in questo caso al termine non c’è la benedizione) e pure da soli.

Armando Guida

Foto nell’articolo, autore: Istro, tutti i diritti riservati

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