Parole e parità

Molte donne pensano che la parità con gli uomini passa pure attraverso l’uso delle parole che usiamo tutti i giorni. Esse sostengono che per dare maggiore forza al percorso di emancipazione bisogna adoperare di più vocaboli di genere femminile e, in alcuni casi, utilizzare termini differenti dal solito e nuovi. Per completezza di informazione bisogna dire che ci sono donne che non la pensano allo stesso modo. In questo articolo parleremo di entrambe le opinioni.

La compagine di chi vuole utilizzare di più i nomi al femminile è numerosa. Per necessità di sintesi diciamo che tra le persone più note che ne fanno parte c’è l’onorevole Laura Boldrini che durante la scorsa legislatura, da Presidente della Camera dei Deputati, ha contribuito molto a far conoscere questo argomento al grande pubblico. L’onorevole Boldrini voleva essere chiamata la Presidente e affermava che come si dice contadina e operaia si può pure dire sindaca e ministra.

Nella stessa direzione va un documento di alcune pagine realizzato dalla Regione Toscana per i propri uffici l’anno scorso. Tra le altre cose viene consigliato di utilizzare termini collettivi al posto di vocaboli maschili al plurale: per esempio, è meglio dire cittadinanza invece di cittadini, utenza al posto di utenti, personale docente invece di docenti.

In anni recenti si sono diffusi due nuovi nomi in sostituzione di altri in cui erano contenute le parole uomo e maschio. Il primo nome è femminicidio, che significa l’uccisione di una donna. Questo termine è stato introdotto con l’intenzione di mettere in risalto un fenomeno che sarebbe meno visibile se fosse chiamato omicidio, come era prima. Il secondo nome è sessismo, che descrive un atteggiamento di discriminazione basato sul sesso. Poiché le vittime di sessismo sono soprattutto donne, si può dire che questa parola ha sostituito il vocabolo maschilismo.

Come abbiamo detto, ci sono persone che la pensano diversamente: di seguito due opinioni. Un personaggio televisivo e attrice qualche tempo fa ha dichiarato che l’utilizzo di un genere al posto di un altro nel linguaggio non è un obiettivo primario, è più importante che una bambina in futuro possa avere le stesse opportunità lavorative e lo stesso stipendio di un uomo. La conduttrice di un programma televisivo pochi giorni fa ha affermato che non le piace il termine femminicidio e che esiste già la parola omicidio che lo comprende.

Armando Guida

Foto nell’articolo:

Attribution: Alpha Stock Images – http://alphastockimages.com/

Original Author: Nick Youngson – link to – http://www.nyphotographic.com/

License: Creative Commons 3 – CC BY-SA 3.0

https://www.picpedia.org/highway-signs/p/parole.html

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