La cooperante liberata

Alcuni giorni fa è stata liberata la cooperante milanese di una organizzazione non governativa italiana che era stata sequestrata in Africa, tra Kenia e Somalia, per un anno e mezzo da un gruppo terroristico. È una bella notizia per tutti, in particolare per la ragazza e i suoi familiari. Per completezza di informazione bisogna dire che ci sono state pure delle polemiche soprattutto per tre motivi che elenchiamo per l’ordine di importanza che essi hanno avuto nei mezzi di informazione in questi giorni.

Il primo motivo è che molto probabilmente il Governo italiano ha pagato un riscatto di cui non è nota l’entità, ma che secondo voci circolate potrebbe ammontare tra uno e quaranta milioni di euro. Il secondo motivo è che la giovane durante il rapimento si è convertita all’Islam e quando è tornata in Italia indossava una veste musulmana. Il terzo motivo è sull’opportunità di andare in certe zone pericolose.

Per quanto riguarda il probabile riscatto pagato dallo Stato, è stato fatto notare che esso è costituito di soldi pubblici, quindi di tutti i cittadini. Denaro che si sarebbe dovuto utilizzare per la collettività, soprattutto in questo periodo in cui molte persone sono in difficoltà economiche in seguito alla pandemia di Coronavirus, e che invece sarebbe stato dato a un gruppo terroristico che lo userà per finanziare le proprie azioni. Inoltre bisogna aggiungere i costi sostenuti per far funzionare la macchina organizzativa che ha portato alla liberazione dell’ostaggio, costi che potrebbero aggirarsi sui dieci milioni di euro.

Sulla conversione all’Islam e la veste musulmana, è stato detto detto che la cooperante forse si sarebbe potuta esporre di meno durante il rientro in Italia e che il Governo avrebbe potuto evitare la presenza delle telecamere all’aereoporto in considerazione della delicata situazione. Qualcuno ha affermato che la giovane non ha mai parlato male dei rapitori e che allora poteva anche rimanere dove era, se si trovava così bene. Per un deputato della Lega la ragazza è una “neo-terrorista” e secondo l’onorevole Vittorio Sgarbi, “se è radicalmente convertita all’Islam, va arrestata per concorso esterno in associazione terroristica”.

Sull’opportunità di andare in certe zone pericolose, le polemiche hanno riguardato sia la cooperante che l’organizzazione non governativa di appartenenza: evidentemente entrambe hanno commesso degli errori di valutazione dei rischi a cui andavano incontro. Infine c’è chi ha scritto che per aiutare il prossimo non c’è bisogno di andare molto lontano, perché pure in Italia ci sono tante persone che purtroppo si trovano in stato di bisogno.

Armando Guida

Foto nell’articolo: https://imageric.com/photos/free/detail/9217-texture-pattern-surface-grunge-wall-wallpaper-rough-old

Autore: Pexels

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