Sindaco o Sindaca?

L’8 Marzo è il giorno della festa della Donna, quest’anno in Italia non ci sono state manifestazioni a causa del coronavirus. Tutti dovremmo essere coinvolti nel costruire un mondo dove ognuno di noi abbia le stesse opportunità di essere una persona realizzata. Le donne da tempo sono impegnate a ottenere la parità con gli uomini attraverso diversi tipi di azione, per esempio anche nel linguaggio. In Italia a questo proposito come vanno le cose?

La questione nasce dal fatto che già da anni pure nel nostro Paese diverse professioni non sono più svolte solo da uomini, per cui, per esempio, come si dice: sindaco o sindaca? L’argomento è dibattutto, c’è chi vorrebbe usare solo il maschile perché ci si riferisce al lavoro a prescindere dalla persona che lo svolge e c’è chi dice che bisogna usare pure il femminile, proprio come si fa per altre occupazioni.

I fautori della seconda scuola di pensiero sostengono che se una cosa non viene nominata non esiste, per cui non usare il femminile per attività che fino a poco tempo fa erano sempre o quasi maschili, significa favorire il perdurare di tale situazione e quindi va bene sindaca, avvocata, notaia, eccetera. Alcuni linguisti prudentemente hanno detto che sarà l’uso a decidere quale delle due possibilità prevarrà, come è già accaduto in passato in casi simili.

Un’ultima considerazione. Non a tutte le donne che svolgono una professione dispiace essere chiamate con il maschile del loro titolo, però a tutte le donne che svolgono una professione dispiace essere chiamate Signora. A volte, purtroppo, accade ancora.

Armando Guida

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