Il futuro del Movimento 5 Stelle

Alcune settimane fa ho scritto un articolo sulle difficoltà che il Movimento 5 Stelle sta attraversando (articolo qui). Nel frattempo ci sono stati altri sviluppi. Di Maio si è  dimesso da capo politico e non c’è ancora un sostituto a pieno titolo, né ci sarà a breve perché doveva essere scelto nel congresso di Marzo che è stato rinviato. Le elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria si sono risolte con altre due sconfitte e un’ulteriore perdita di consensi. E poi continuano le espulsioni e defezioni che stanno riducendo il gruppo parlamentare.

Per quanto riguarda le recenti elezioni regionali, c’è stata troppa attesa da parte della politica e dei mezzi di informazione, nel senso che il Governo nazionale non è tenuto a dimettersi se le forze che lo sostengono perdono in realtà locali. E infatti in passato è accaduto solo nel 2000, ma fu una decisione volontaria del Presidente del Consiglio dell’epoca, non un obbligo.

Tuttavia è innegabile che l’attuale momento dei 5 Stelle è critico. A monte c’è la mancanza di una prospettiva politica comune al loro interno. Un anno fa, a Febbraio 2019, dopo le elezioni regionali in Sardegna, anche quelle perse, Grillo disse con molta franchezza che il Movimento non era stato all’altezza. Sempre Grillo, già da un po’ di tempo interviene di meno, ha una posizione più defilata, come se non sapesse bene che cosa fare.

Armando Guida

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