L’anniversario della scomparsa di Craxi

In questi giorni cade il ventesimo anniversario della prematura scomparsa di Bettino Craxi. Per l’occasione è uscito un film, ci saranno delle commemorazioni e se ne parla abbastanza in giro tra trasmissioni ed eventi culturali. La storia dell’ex leader socialista anche a distanza di un po’ di tempo continua ad essere amara, soprattutto per l’ultimo periodo di vita: dal dopoguerra ad oggi egli e Aldo Moro sono gli esponenti politici che hanno avuto il finale di vita più brutto. Moro venne rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Craxi perse il potere in seguito alle inchieste giudiziarie di “Mani Pulite” e andò a vivere all’estero, in Tunisia. Qui dopo pochi  anni sopraggiunse la morte dovuta all’aggravarsi dei suoi problemi di salute e al fatto che non si poté curare adeguatamente. Probabilmente i problemi di salute furono acuiti dalla situazione personale.

Non voglio giudicare nessuno, penso solo che, come tutti noi, anche egli ha commesso degli errori che sono stati amplificati dal fatto che ricopriva una posizione importante sotto i riflettori. Da un punto di vista strettamente politico la prima considerazione che mi viene in mente è che i segretari precedenti del Partito Socialista Italiano avevano avversari politici, ma non nemici, mentre Craxi aveva diversi nemici. La seconda considerazione è che dopo di lui il partito è quasi scomparso, questo vuol dire che egli non ha voluto o non è riuscito a costruire un grupppo dirigente che potesse andare avanti anche senza di lui. La Democrazia Cristiana, che pure è terminata con “Mani Pulite”, è proseguita però sotto altri nomi di partito e con un discreto seguito elettorale.

Armando Guida

 

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