Noi e le altre persone

Già da un po’ di anni le strade in Italia danno problemi da un punto di vista strutturale. L’episodio più tristemente conosciuto è il crollo del ponte Morandi di Genova avvenuto nel 2018. Alcuni giorni fa è caduto del materiale dalla volta di una galleria, sempre in Liguria, che solo per caso non ha provocato vittime tra gli automobilisti di passaggio. E oggi arriva la notizia che sono ben duecento le gallerie autostradali in Italia a rischio, non poche. I cedimenti della viabilità spesso dipendono da difetti di costruzione o dal materiale scadente utilizzato, altre volte dall’ambiente circostante (cambiamento climatico, piogge, frane), oppure da entrambe le cause. Ma in definitiva il responsabile è sempre o quasi l’uomo.

Questi episodi di cronaca inducono alla riflessione che ciascuno di noi, pur svolgendo la propria vita, contemporaneamente è collegato con tutte le altre persone, perché ne ha bisogno, da solo non potrebbe vivere. Nelle nostre esistenze c’è una parte individuale, ma ce n’è un’altra più importante di interazione sociale. Se non ci fosse chi costruisce le strade e ne fa la manutenzione, non potremmo spostarci, se non ci fossero gli agricoltori che coltivano il cibo, non potremmo mangiare, se non ci fossero i dottori e gli ospedali non potremmo curarci e così via. Di solito fino a quando le cose vanno bene non ci accorgiamo di tutto questo, ci facciamo caso quando accadono disservizi o peggio incidenti e tragedie.

Armando Guida

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