Lo smog nella pianura padana

In questi giorni uno degli argomenti di cui si parla maggiormente è l’aumento dell’inquinamento dell’aria in diverse città italiane, molte delle quali nella pianura padana. Il bel tempo e la mancanza di pioggia e vento fanno ristagnare l’aria, hanno portato il livello di smog a superare le soglie fissate per la salute umana e quindi sono scattate le restrizioni al traffico automobilistico. Colpisce il fatto che, sebbene l’inquinamento in questo giorni sia aumentato un po’ in tutta la pianura padana, ogni città decide per conto proprio se attuare le limitazioni al trasporto privato, a seconda se all’interno della propria area comunale  si siano superate o no le soglie fissate.

Non sarebbe più efficace se tutte le città della pianura padana attuassero contemporaneamente le restrizioni al traffico, visto che l’aria non ha confini?

Il problema è che queste misure sono impopolari perché creano disagi, malcontento e, poiché i cittadini sono anche elettori, i sindaci temono di diventare “antipatici” e di non venire rieletti alle prossime elezioni. Ecco perché le amministrazioni comunali  vietano l’uso delle automobili solo quando proprio non possono fare altrimenti.

Ma se anche tutte le città della pianura padana agissero contemporaneamente in tal senso, sarebbe uno sforzo momentaneo che farebbe scendere più rapidamente lo smog in quel momento, però non basterebbe a risolvere il problema alla radice. Per risolvere il problema alla radice bisognerebbe usare di più i mezzi pubblici, che se necessario andrebbero potenziati, ci vorrebbero più aree verdi nelle città, perché le piante contribuiscono a ridurre lo smog e poi dovrebbero circolare più, o meglio, solo auto elettriche.

Bisogna poi ammettere che spesso le città italiane, anche quando l’inquinamento dell’aria non supera i limiti, non sono amiche di pedoni e ciclisti. Diciamo che nei centri storici una persona può ancora camminare o andare in bicicletta agevolmente, grazie alle aree pedonali e al fatto che i veicoli non sono tanti e non possono correre. Ma, se usciamo dal centro, pedoni e ciclisti non trovano intorno a sé un ambiente urbano favorevole. Viali con tante macchine che vanno veloci, dove respirare non è un piacere e andare in bicicletta è pericoloso, marciapiedi dove a volte non è facile camminare perché sono stretti oppure sono occupati da veicoli in sosta, piste ciclabili a singhiozzo, cioè a volte ci sono e a volte no, semafori di attraversamento che durano poco, illuminazione notturna insufficiente e via dicendo.

Armando Guida

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