La crisi libica

Gheddafi era un dittatore, però bisogna dire che, fino a quando c’era, i migranti non partivano dalle coste libiche o comunque erano pochi. Dopo la sua uccisione, avvenuta nel 2011, la Libia non è ancora riuscita a darsi un governo nazionale perché è divisa al suo interno tra due parti in lotta tra di loro. Questa instabilità politica interna ha portato il Paese nel caos e lo ha fatto diventare una delle porte principali attraverso cui i migranti arrivano in Europa e in Italia.

La crisi libica, dunque, vista dalla comunità internazionale presenta due aspetti: il primo aspetto è il ritorno di un governo nazionale e chi scegliere tra i due contendenti, il secondo aspetto è come comportarsi di fronte ai tanti migranti che partono dalle coste del Paese.

L’accoglienza dei migranti da parte dell’Italia e di qualsiasi altro Paese deve limitarsi a farli sbarcare e a dare loro vitto e alloggio il giorno dell’arrivo?

Oppure l’accoglienza dei migranti deve permettere loro di avere un lavoro e una casa per tutta la vita?

E i migranti a cui non è possibile dare un lavoro e una casa per tutta la vita devono essere accolti?

Armando Guida

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