Il sistema immunitario

 Già nell’Antica Grecia avevano capito che quando una persona si ammala di una malattia infettiva e guarisce, di solito non si ammala più della stessa malattia. Questa è una delle cose che sa fare un sistema immunitario che funziona bene. Invece un sistema immunitario che non funziona bene è come una porta di casa che non si chiude e quindi non protegge più il proprietario dall’entrata di eventuali malintenzionati. Nel caso del corpo umano gli eventuali malintenzionati sono i batteri e i virus che non trovano più barriere e quindi possono entrare e portare le malattie. Ecco perché è importante conoscere come funziona il sistema immunitario e soprattutto mantenerlo sano.

Il sistema immunitario è il mezzo attraverso cui il corpo umano si difende dalle malattie portate dagli antigeni (per esempio batteri e virus). Il sistema immunitario è costituito di due parti: il sistema immunitario innato e acquisito. Il sistema immunitario innato (detto anche non specifico) produce una difesa più generale e quindi più veloce ed è costituito da: 1) parti del corpo (pelle, mucose), 2) febbre, 3) infiammazioni, 4) alcuni tipi di cellule: i linfociti NK (Natural killer), i basofili, i mastociti, le cellule dendritiche, gli eosinofili, i macrofagi e i neutrofili.

Il sistema immunitario acquisito (detto anche adattivo, specifico) produce una difesa più specifica e quindi più lenta. Si divide in immunità umorale e in immunità cellulare (o cellulo-mediata). L’immunità umorale è portata avanti da cellule chiamate linfociti B che per contrastare gli antigeni producono delle proteine che si chiamano immunoglobuline (o anticorpi). L’immunità cellulare è costituita da macrofagi, linfociti NK (Natural killer), linfociti T e anticorpi che producono sostanze tossiche (citotossine e citochine) contro gli antigeni.

Da quanto detto è interessante svolgere alcune considerazioni. Con la sola esclusione dei mastociti, tutte le cellule immunitarie nominate fino ad ora (linfociti B, T e NK, basofili, cellule dendritiche, eosinofili, macrofagi, neutrofili), sono globuli bianchi del sangue. I linfociti svolgono un ruolo importante all’interno del sistema immunitario: si dividono in B, NK (prodotti dal midollo osseo) e T (prodotti dal timo); solo il 5% dei linfociti si trova nel sangue, la maggior parte è nei linfonodi, nella milza e nel timo. I linfociti B sono fondamentali nell’immunità umorale, i linfociti T nell’immunità cellulare, i linfociti NK svolgono la loro azione più importante nel sistema immunitario innato, ma si trovano anche nel sistema immunitario acquisito.

I linfociti B e le immunoglobuline

I linfociti B hanno un’esistenza di pochi giorni e producono immunoglobuline che possono colpire solo antigeni che sono al di fuori delle cellule. In presenza di un determinato antigene i linfociti B con l’aiuto dei linfociti T helper (aiutanti) producono delle copie di se stessi. Alcune di queste copie, dette plasmacellule, a loro volta producono le immunoglobuline specifiche per quel determinato antigene, altre copie invece, dette cellule della memoria, rimangono inattive, ma sono pronte a entrare in azione se in futuro dovesse ripresentarsi quello stesso antigene per cui sono state prodotte. Sono proprio le cellule della memoria che permettono a una persona che supera una malattia infettiva di esserne poi di solito immune, cosa risaputa già dall’antica Grecia e sono sempre le cellule della memoria che rendono possibile la vaccinazione verso una determinata malattia.

Le immunoglobuline, dette anche gammaglobuline, sono di cinque tipi: IgA, IgD, IgE, IgG, IgM. Le immunoglobuline A, G e M sono le più importanti, le IgA sono sulle mucose, le IgG e le IgM si trovano nel plasma del sangue. Le IgA difendono i due organi dell’essere umano che sono a contatto con l’esterno e cioè l’apparato respiratorio e digerente: si trovano come abbiamo appena detto sulle mucose, per esempio nella saliva, nel muco intestinale e bronchiale e servono a impedire infezioni locali in bocca, nell’intestino e nei polmoni. Le IgD non hanno un ruolo ancora conosciuto. Le IgE sono le immunoglobuline che provocano le infiammazioni attraverso la produzione di istamina, un altro loro compito è di agire contro i parassiti.

Le IgG sono le immunoglobuline più numerose, circa il 75% di tutte le immunoglobuline. Sono loro che attaccano batteri e virus;  si dividono a loro volta in quattro categorie: IgG1, IgG2, IgG3 e IgG4. Le IgM contrastano gli antigeni dei gruppi sanguigni. Quando una persona non ha abbastanza immunoglobuline nel sangue ha una immunodeficienza comune variabile (CVID) che si cura con le trasfusioni di immunoglobuline, possibili grazie ai donatori di plasma.

I linfociti T

Abbiamo detto che i linfociti B producono immunoglobuline che possono colpire solo antigeni che sono al di fuori delle cellule. I linfociti T, prodotti dal timo, intervengono se un antigene si trova dentro una cellula, uccidendo entrambi; si dividono in linfociti T killer (citotossici) che uccidono le cellule malate e in linfociti T helper che aiutano i linfociti B a produrre le immunoglobuline. I linfociti T possono vivere anche anni.

Le cellule del sistema immunitario innato

Le cellule del sistema immunitario innato sono: i linfociti NK (distruggono le cellule malate affette da virus o tumore); i basofili e i mastociti (agiscono nelle infiammazioni); le cellule dendritiche (aiutano i linfociti T killer (citotossici) nel loro compito di uccidere le cellule malate); gli eosinofili (combattono i parassiti); infine i macrofagi e i neutrofili (mangiano gli antigeni).

Le cellule APC (cellule che presentano l’antigene)

Quasi tutte le cellule immunitarie sono globuli bianchi del sangue, per cui è evidente che per sapere come va il sistema immunitario bisogna fare un esame del sangue. I linfociti sono i più importanti  globuli bianchi perché svolgono azioni fondamentali nella difesa dalle infezioni, come per esempio la produzione di immunoglobuline. Le immunoglobuline sono prodotte dai linfociti B con la collaborazione dei linfociti T, ma come avviene più precisamente questa collaborazione?

I linfociti B, come anche le cellule dendritiche e i macrofagi, sono chiamate “cellule che presentano l’antigene” o cellule APC (APC è la sigla in inglese). In pratica questi tre tipi di cellule immunitarie quando vedono un antigene lo catturano e poi lo mostrano ai linfociti T helper che cominciano a produrre citochine e cioè delle sostanze tossiche per gli antigeni. Questo rilascio di citochine nel caso dei linfociti B li stimola a produrre immunoglobuline secondo il procedimento già illustrato in precedenza.

Il MALT

I linfociti (B, T e NK) si trovano in piccola parte nel sangue e per la maggior parte nei linfonodi, nella milza e nel timo. I linfociti B e T sono anche nelle mucose o più precisamente nel tessuto linfoide associato alle mucose (MALT è la sigla in inglese). I linfociti del MALT sono presenti soprattutto nelle tonsille, nelle placche di Peyer e nell’appendice, ma anche in diverse altre mucose del corpo, come per esempio sull’epitelio della lingua e nei polmoni. Insomma, riassumendo possiamo dire che i linfociti B e T, oltre a trovarsi nelle “sedi principali”, (sangue, linfonodi, milza e timo) si trovano anche in tanti “presidi sparsi sul territorio” (il MALT).

Quando il sistema immunitario non funziona bene

Il sistema immunitario agisce in tutto il corpo, ma lavora particolarmente nell’intestino e nel sistema respiratorio, perché sono due zone continuamente a contatto con il mondo esterno, rispettivamente con il cibo e con l’aria. Ed è proprio in queste due zone che possiamo cogliere dei segnali di malfunzionamento del sistema immunitario. Nell’intestino un sistema immunitario indebolito può essere correlato al malassorbimento. Per quanto riguarda il sistema respiratorio tosse, starnuti, muco e catarro sono sintomi di un sistema immunitario indebolito e non andrebbero sottovalutati, perché potrebbero portare danni via via più gravi come il raffreddore, l’influenza, la bronchite e la polmonite.

Armando Guida

 

Foto in questo articolo: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lymphocyte_activation_simple.png

Mikael Häggström.When using this image in external works, it may be cited as:Häggström, Mikael (2014). “Medical gallery of Mikael Häggström 2014”. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.008. ISSN 2002-4436. Public Domain.orBy Mikael Häggström, used with permission. [Public domain], via Wikimedia Commons

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