Il cinema

I fratelli Lumiere

Tutti sanno che i film muti e in bianco e nero hanno rappresentato l’inizio della storia del cinema con attori come Charlie Chaplin e Rodolfo Valentino. Non tutti, però, sanno che anche ai giorni nostri ci sono film muti e in bianco e nero. Per esempio, “Dr. Plonk”, film australiano del 2007, “The Artist”, film francese del  2011 e “Blancanieves”, film franco-spagnolo del 2012. Non è muto, ma è in bianco e nero “Schindler’s List – La lista di Schindler”, un importante film di Steven Spielberg del 1993.  In questo articolo parliamo di alcuni tra i più importanti attori e registi del cinema.

Il cinema è considerato la settima arte dopo l’Architettura, la Musica, la Pittura, la Scultura, la Poesia e la Danza. Il primo film fu proiettato dai Fratelli Lumiere a Parigi nel 1895. Fino alla fine degli anni Venti del Novecento i film erano muti e in bianco e nero, poi arrivò il sonoro e rimasero in bianco e nero fino alla fine degli Anni Sessanta, quando iniziò il colore. Tra gli attori e le attrici più importanti della storia del cinema ci sono, in ordine cronologico: Humphrey Bogart, Cary Grant, Katharine Hepburn, James Stewart, Gregory Peck, Audrey Hepburn, Harrison Ford, Robert De Niro, Meryl Streep e Tom Hanks.

Humphrey Bogart, americano, è nato nel 1899 ed è morto nel 1957. Tra i suoi film più famosi ci sono “Casablanca” del 1942 con Ingrid Bergman e “La Regina d’Africa” (“The African Queen”) del 1951 con Katharine Hepburn.

Cary Grant, inglese naturalizzato americano, è nato nel 1904 ed è morto nel 1986. Tra i suoi film più conosciuti ci sono “Caccia al ladro” (“To Catch a Thief”) del 1955 con Grace Kelly e  “Intrigo internazionale” (“North by Northwest”) del 1959, entrambi diretti da Alfred Hitchcock. In “Intrigo internazionale” è famosa la scena in cui Cary Grant corre in un campo di grano inseguito da un aereo.

Katharine Hepburn, americana, è nata nel 1907 ed è morta nel 2003. Tra  suoi film più significativi ci sono “La regina d’Africa” (“The African Queen”) del 1951 con Humphrey Bogart, “Indovina chi viene a cena?” (“Guess Who’s Coming to Dinner”) del 1967 con Spencer Tracy e “Il grano è verde”  (“The Corn Is Green”) del 1979.

James Stewart, americano, è nato nel 1908 ed è morto nel 1997. Tra i suoi film più belli ci sono  “La finestra sul cortile” (“Rear Window”) del 1954 con Grace Kelly, diretto da Alfred Hitchcock e  “Il volo della fenice” (“The Flight of the Phoenix”)  del 1966.

Gregory Peck, americano, è nato nel 1916 ed è morto nel 2003. Il suo film più noto è  “Vacanze romane” (“Roman Holiday”) del 1953 con Audrey Hepburn.

Audrey Hepburn, inglese, è nata nel 1929 ed è morta nel 1993. I suoi film più importanti sono “Vacanze romane” (“Roman Holiday”) del 1953 con Gregory Peck e “Colazione da Tiffany” (“Breakfast at Tiffany’s”) del 1961.

Harrison Ford, americano, è nato nel 1942. I suoi film più famosi sono il primo della saga di “Guerre stellari” (“Star Wars”) del 1977 diretto da George Lucas, “I predatori del’arca perduta” (“Raiders of the Lost Ark”)  del 1981, diretto da Steven Spielberg, che è il primo della saga di Indiana Jones e “Witness-Il testimone” (“Witness”) del 1985.

Robert De Niro, americano, è nato nel 1943. Tra i suoi film più significativi ci sono “Taxi Driver” del 1976, “Toro scatenato” (“Raging Bull”) del 1980 e “Lettere d’amore” del 1990 con Jane Fonda.

Meryl Streep, americana, è nata nel 1949. Tra i suoi film più conosciuti ci sono “Kramer contro Kramer”  (“Kramer vs. Kramer”) del 1979, “I ponti di Madison County” (“The Bridges of Madison County”) del 1995 e “Il diavolo veste Prada” (“The Devil Wears Prada”) del 2006.

Tom Hanks, americano, è nato nel 1956. Tra i suoi film più noti ci sono “Forrest Gump” del 1994, “C’è posta per te” (“You’ve Got Mail”) del 1998 con Meg Ryan e “Cast Away” del 2000.

Tra i registi più famosi ci sono Alfred  Hitchcock e Steven Spielberg.

Alfred Hitchcock, inglese naturalizzato americano, è nato nel 1899 ed è morto nel 1980. È considerato il maestro del thriller, tra i suoi film più importanti ci sono tre di cui abbiamo già parlato “La finestra sul cortile” del 1954, “Caccia al ladro” del 1955, “Intrigo internazionale” del 1959 e poi “Psycho” del 1960 con la celebre scena della doccia e “Gli uccelli” (“The Birds”) del 1963.

Steven Spielberg, americano, è nato nel 1946. Tra i suoi film più famosi ci sono “E.T. l’extra-terrestre” (“E.T. the Extra-Terrestrial”) del 1982, “Schindler’s List – La lista di Schindler” (“Schindler’s List”) del 1993 e “Salvate il soldato Ryan” (“Saving Private Ryan”) del 1998.

Adesso parliamo della trama di tre dei film di cui abbiamo parlato prima.

“Lettere d’amore”

“Lettere d’amore” è un film con Robert De Niro e Jane Fonda del 1990. Non sempre i film americani vengono tradotti in italiano con lo stesso titolo e questo è uno di quei casi. Infatti il titolo originale del film è “Stanley & Iris”, i nomi dei due protagonisti.

Stanley (Robert De Niro) e Iris (Jane Fonda) lavorano entrambi in una fabbrica di prodotti dolciari alla periferia di una città americana. Stanley è un cuoco della mensa, mentre Iris è un’addetta della produzione dolciaria. Pur lavorando nello stesso posto, i due non si conoscono. O più precisamente, Stanley aveva notato lei durante la pausa pranzo, perché oltre a cucinare serviva le pietanze, ma Iris non si era mi accorta di lui, o almeno così sembra quando i due cominciano a parlare per la prima volta in seguito ad un episodio spiacevole che capita a lei.

Un giorno, di ritorno dal lavoro, sono tutti e due sullo stesso autobus in posti diversi. Durante una fermata Iris viene scippata, immediatamente si alza per inseguire il malvivente, che intanto era sceso dall’autobus e correva via. Stanley vede la scena e  decide di aiutare la donna, scendendo anche egli dall’autobus. Il malvivente riesce a dileguarsi, dopo poco Stanley raggiunge Iris, chiedendole come sta. I due hanno così occasione di scambiare qualche parola e cominciano a conoscersi.

I giorni successivi si rivedono alla mensa della fabbrica. C’è una scena molto bella in cui Stanley le serve una porzione particolarmente abbondante di purè. Iris rimane colpita da questo gesto. In un’altra occasione la donna è fuori dalla fabbrica alla fermata dell’autobus, ma l’autobus non arriva. Egli passa “per caso” di lì e le dà un passaggio sulla sua bicicletta fino a casa. Naturalmente non possiamo continuare a raccontare la storia, perché altrimenti vi togliamo il piacere della visione, però vi possiamo dire che la trama del film è garbata e piacevole, è un storia di miglioramento personale e di riscatto.

“Il volo della Fenice”

Il secondo film che vi consigliamo è “Il volo della Fenice” (“The Flight of the Phoenix”)  del 1966, con James Stewart e Richard Attenborough. È la storia di un gruppo di passeggeri che stanno attraversando un deserto su un volo privato. In seguito a una tempesta di sabbia l’aereo è costretto ad un atterraggio d’emergenza. I sopravvissuti si ritrovano in mezzo al deserto con un aereo guasto, poche scorte di cibo e acqua e soprattutto nessuna possibilità di chiedere aiuto. Tra i passeggeri c’è un dottore che cerca di prestare le cure mediche che la situazione e i mezzi a disposizione permettono. Un altro passeggero, un militare, decide di partire alla ricerca di aiuti, nonostante venga sconsigliato dal pilota (James Stewart) e dal copilota (Richard Attenborough), perché si tratta di un tentativo senza speranza, data la lontananza dal posto abitato più vicino.

In questa situazione critica emerge la figura di un altro passeggero, un ingegnere aeronautico, che dopo aver studiato attentamente l’aereo danneggiato, ritiene che ci sia la possibilità di costruire un altro aereo più piccolo con cui provare a raggiungere il posto abitato più vicino. L’idea, però, incontra le resistenze del pilota e del copilota, che ritengono il progetto irrealizzabile. La situazione diventa di giorno in giorno più drammatica con le scorte di cibo e acqua che stanno per finire. Il primo a cambiare idea è il copilota, il quale parlando da solo con il pilota gli dice:

“Se anche ci fosse una sola possibilità su un milione che questo aereo più piccolo possa volare, bisogna provarci”.

Tuttavia il pilota continua a essere contrario. C’è una scena in cui il pilota parla con il dottore e gli dice che ha già fatto morire alcuni passeggeri durante l’atterraggio d’emergenza: non se la sente di volare su un ipotetico nuovo aereo rischiando di far morire altre persone. Il dottore risponde che sarebbe importante per i sopravvissuti avere una speranza, un obiettivo che dia loro la forza di continuare a vivere. Il pilota replica che ormai tutti i passeggeri sono deboli, non hanno abbastanza forze per mettersi a costruire un nuovo aereo. Dopo alcuni istanti carichi di tensione il dottore afferma:

“Vederci morire a vicenda potrebbe essere ancora peggio”; e si allontana.

Anche per questo film non continuiamo a raccontare la trama, però vi diciamo che è avvincente e che alla fine c’è un colpo di scena che riguarda l’ingegnere che ha ideato il nuovo aereo da costruire.

Cast Away

“Cast Away” è un film del 2000 con Tom Hanks. Il titolo, che in inglese significa naufrago, sintetizza la storia del film. Chuck Noland (Tom Hanks) è un dirigente di una famosa azienda di spedizioni e vive con la compagna Kelly. Durante un viaggio di lavoro, l’aereo su cui viaggiano Chuck e alcuni suoi colleghi entra in una tempesta sopra l’Oceano Pacifico. Dapprima i piloti non riescono più a comunicare via radio la loro posizione e poi via via la situazione diventa sempre più critica fino a quando l’aereo cade in mare. Chuck in modo fortunoso riesce a uscire dall’aereo che si inabissa velocemente e a salire, esausto, su un canotto d’emergenza: fuori è buio e si trova completamente in balia delle onde e della tempesta.

Dopo un po’ di tempo Chuck, portato dalle correnti, si ritrova spiaggiato su una piccola e sperduta isola dell’Oceano Pacifico; all’inizio pensa che lo stanno cercando e che presto lo ritroveranno, ma col passare del tempo, non vedendo arrivare nessuno, questa speranza diventerà sempre più esile. Intanto Chuck deve imparare a sopravvivere, procurandosi da mangiare e trovando un luogo dove dormire. I suoi primi tentativi di pescare sono goffi e maldestri: col tempo egli diventerà un esperto pescatore e non solo, imparerà ad accendere il fuoco e a svolgere tutte le attività necessarie per la sopravvivenza. Gli unici suoi conforti sono il pensiero della compagna Kelly, di cui egli conserva una foto e una palla che chiamerà Wilson con cui parlerà come se fosse una persona reale vicino a lui.

Non vedendo arrivare nessuno, Chuck capisce che se vuole avere qualche possibilità di essere trovato deve lasciare l’isola, però i tentativi fatti fino ad allora si sono rivelati inutili perché la forza dei remi non è sufficiente per andare contro la corrente che lo riporta a riva. Ci vorrebbe una vela che però Chuck non ha. Fino a quando un giorno il mare porta a riva due lati di un wc mobile che secondo lui possono diventare una specie di vela per cercare di allontanarsi da quell’isola. Chuck costruisce una zattera, usa questi due lati del wc mobile come vela e in una giornata di vento favorevole decide di partire in compagnia della sua palla Wilson. Riuscirà Chuck a salvarsi? A questo punto ci fermiamo perché altrimenti vi togliamo il gusto della visione, se ancora non avete visto il film.

Armando Guida

Foto in questo articolo: i fratelli Lumiere https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fratelli_Lumiere.jpg?uselang=it

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