CROMOTERAPIA parte 2: QUANTI TIPI DI COLORI ESISTONO?

Occorre fare delle precisazioni prima di vedere i significati dei colori a seconda che ci piacciano o meno. Innanzitutto va detto che i colori si dividono in:

–          PRIMARI

–          SECONDARI

–          TERZIARI

–          COMPLEMENTARI

Sin dalle scuole elementari ci hanno insegnato che i COLORI PRIMARI sono

GIALLO,

ROSSO e

BLU.

Ci hanno insegnato che questi sono i  tre colori base che, se mischiati tra loro in determinate proporzioni, danno vita a tutti gli altri colori.

Giallo, rosso e blu sono inoltre quei colori che non è possibile ottenere mescolando altri colori dello spettro solare (vedi articolo precedente, ma sappiamo che i colori dello spettro visibile all’uomo sono 7, gli stessi che compongono l’arcobaleno).

Non a caso un pittore squattrinato può dipingere a lungo avendo a disposizione solo il giallo, il rosso e il blu (il bianco e il nero serviranno per creare tinte e tonalità, e di questo parleremo più avanti).

Unendo i colori primari in parti uguali, otterremo i COLORI SECONDARI

Nella pratica vuol dire:

GIALLO+BLU        = VERDE                                    

GIALLO+ROSSO  = ARANCIO

BLU+ROSSO        = VIOLA

Poi, unendo 1 COLORE PRIMARIO + 1 COLORE SECONDARIO = 1 COLORE TERZIARIO.

Se proviamo realmente avremo:

GIALLO + VERDE           = VERDE “GIALLOGNOLO”

GIALLO + ARANCIO      = GIALLO “ARANCIATO”

ROSSO + ARANCIO      = ROSSO “ARANCIATO”

ROSSO + VIOLA            = ROSSO VIOLACEO

BLU + VERDE                 = BLU VERDASTRO

BLU + VIOLA                  = BLU VIOLACEO

E così via…

E i colori complementari quali sono?

Per scoprirli occorre osservare il Cerchio cromatico di Itten qui sotto.

Nel centro della figura c’è un triangolo composto dai 3 colori primari.

L’esaedro esterno al trianglo è composto dai 3 colori primari al centro e dai 3 colori secondari alle estremità.

Il cerchio esterno comprende i colori primari (corrispondono alle punte del triangolo interno), secondari (corrispondono alle altre 3 punte dell’esaedro interno – quelle per intendersi che non coincidono con il triangolo interno) e terziari (quei colori tra la punta del triangolo e dell’esaedro).

E i complementari?

I colori complementari sono quelli agli antipodi nel cerchio.

Ad esempio, qual è il colore complementare del rosso?

Basta vedere quale colore, nel cerchio, si trova al suo opposto, il verde.

Un altro esempio: qual è il colore complementare del giallo? Il viola!

Voilà, il gioco è fatto!

Domanda spontanea: ma chi è il signor Itten, il genio che ha inventato questo cerchio cromatico?

Johannes Itten era un artista, pittore ed insegnante svizzero, visse dal 1888 al 1967 e lavorò nella scuola di architettura Bauhaus (questa scuola sarà importantissima per l’arte del Novecento).

Ebbene, fu proprio Itten nel 1960 a dividere i colori in primari, secondari, terziari e complememtari, e lo fece in base al loro aspetto estetico e comunicativo.

Il cerchio cromatico di Itten può essere utile anche nella vita di tutti i giorni.

Quando apriamo l’armadio e siamo sempre in dubbio se l’accostamento dei colori dei capi che abbiamo scelto va bene: basta dare un’occhiata al cerchio per capire se stiamo scegliendo bene.

Dunque, ritornando a monte, abbiamo visto cosa ci insegnano a scuola.

Ma è veramente così?

Si e no, nel senso che a scuola, quando siamo piccoli e dobbiamo iniziare a comprendere le cose, è bene farlo con concetti semplici e di facile apprendimento.

Abbiamo cioè bisogno dei concetti base, un pò come i mattoncioni della Lego: non quelli piccoli, no, ma quelli grandi e poi, poco alla volta, procederemo con quelli medi, quelli piccoli e così via.

A dirla tutta i colori primari a monte si dividono in

COLORI PRIMARI ADDITIVI e COLORI PRIMARI SOTTRATTIVI.

E se questo è un concetto non proprio facile da capire da adulti, figuriamoci come la mente di un bimbo piccoli potrebbe comprenderlo.

Dunque, dicevamo.

I colori primari che ci insegnano a scuola (rosso, giallo e blu) sono un adeguamento dei COLORI PRIMARI SOTTRATTIVI, che sono

CIANO (a scuola diventa blu),

MAGENTA (a scuola diventa rosso) e

GIALLO (rimasto invariato).

I COLORI PRIMARI ADDITIVI sono VERDE, ROSSO e BLU.

Quali  sono le differenze?

E perchè dobbiamo fare una differenza tra quelli additivi e sottrattivi?

I motivi sono diversi.

Vediamo di procedere per gradi per semplificare i concetti e renderli chiari.

Quando vogliamo stampare un documento dal nostro computer, il software della stampante usa la colori con la dicitura CMYK (che sta per C=ciano, M=magenta, Y=giallo e K=nero) e le cartucce della stampante di solito sono nero, ciano, magenta e giallo .

Però, quando vogliamo calibrare il monitor del computer o la nostra televisione, in questo caso il software per tarare lo schermo usa i colori RGB

(R=red=rosso, G=green=verde e B=blue=blu).

Infatti quando lavoro in photshop, sullo schermo uso i colori rosso, verde e blu, ma quando devo stampare li converto in CMYK.

Come mai?

Perchè i colori in queste due circostanze sono generati in 2 modi diversi.

La stampante deve mischiare fisicamente i pigmenti di colore contenuti nelle cartucce.

Il monitor invece no, semplicemente sceglie quali colori usare tra quelli emessi da un fascio di luce bianca contenuta all’interno del monitor stesso del nostro computer o schermo televisivo.

Ecco la differenza.

È tutta qui.

Nei COLORI PRIMARI ADDITIVI ( rosso, verde e blu) la fonte che li origina è una sorgente di luce e se sommati assieme generano il colore BIANCO .

I COLORI PRIMARI SOTTRATTIVI (ciano, magenta e giallo) se mischiati tra loro danno origine al NERO.

Dall’articolo precedente sappiamo che la luce che vediamo è solo una parte di tutta la luce esistente (chiamata spettro elettromagnetico) e che questo fascio di luce bianca, se scomposto attraverso un prisma, si divide in 7 colori (gli stessi dell’arcobaleno – rosso, arangione, giallo, verde, blu, indaco e violetto).

Se prendiamo una torcia che emette una luce rossa, una con luce blu e una con luce verde e unisco i loro coni di luce otterro una luce bianca, esattamente come il fascio di luce che ha originato i 3 singoli colori.

I disegni qui sotto rendono l’idea.

Lorena Guida
2 comments
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2 comments

marcello artista 27 Agosto 2018 - 11:56

Sono contento di aveer scoperto questo blog

Arte Contemporanea 9 Agosto 2018 - 8:55

Complimenti questo blog è molto interessante

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